GENOVA, MERCOLEDI' 23 GIUGNO: UNA FESTA DI SAN GIOVANNI BATTISTA ALTERNATIVA

 

Il santo patrono della città è San Giovanni Battista, che viene festeggiato il giorno ventiquattro giugno; da qualche anno, in questa occasione, una parte della cittadinanza, quella che si definisce “la città di sotto”, dà vita ad un modo alternativo di passare la giornata.

 

 

Quest’anno l’appuntamento è per le ore 19:00 della sera precedente in piazza Sarzano, davanti alla chiesa di San Salvatore: da qui partirà, più di un'ora dopo, una manifestazione che ha l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sul fatto che occorra battersi contro il capitalismo, contro la sanità privata, contro l’economia basata sulla vendita di materiale bellico.

 

Sono alcune centinaia i partecipanti, tra cui spiccano i musicisti della Banda Faladeira e quelli della Murga Invexendà che, insieme con i ballerini di quest’ultima, allieteranno il percorso con i propri strumenti a percussione e a fiato.

 

Inoltre, della scenografia fa parte un carretto sul quale sono fissate delle banconote con l’effige di Mark Zuckerberg, che ricordano come egli abbia guadagnato – soltanto nel periodo da marzo ad ottobre 2020, in piena pandemia – ben novantasette miliardi di dollari, ed alcune copie di una “preghiera a San Giovanni” a dir poco alternativa.

 

Secondo le istruzioni di chi organizza la serata, la finta cartamoneta – che viene distribuita ai partecipanti, i quali dovranno scrivere dietro di essa i loro desideri per il prossimo futuro – verrà bruciata insieme con il falò di San Giovanni, in segno di buon auspicio.

 

L’ultima curiosità è la presenza di un’enorme topo femmina di cartapesta – battezzato Marta – simbolo di coloro che per un anno e mezzo sono stati costretti, dal governo e dai suoi “bracci armati locali”, a fare la vita dei ratti.

 

 

Bosio (Al), 24 giugno 2021

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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